L’adozione della direttiva (UE) 2026/799 apre una nuova fase nel processo di europeizzazione del diritto della crisi e dell’insolvenza e impone, sin d’ora, una riflessione di sistema sul futuro del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza. Se la stagione inaugurata dalla direttiva (UE) 2019/1023 aveva posto al centro il tema della ristrutturazione preventiva, dell’emersione anticipata della crisi e della valorizzazione di strumenti orientati alla continuità, il nuovo intervento unionale sposta il baricentro su un diverso versante: quello dell’insolvenza in senso proprio e, più precisamente, quello delle procedure concorsuali liquidatorie, considerate non più come residuo patologico del mancato risanamento, ma come settore autonomo del diritto dell’impresa in crisi, meritevole di un’armonizzazione mirata, intensa e funzionalmente orientata alla massimizzazione del valore, alla tutela della massa e alla prevedibilità del recupero per i creditori. Già da questa constatazione emerge il senso del titolo del convegno. Interrogarsi oggi sul diritto della crisi “tra prevenzione e concorsualità” significa, infatti, prendere atto che il sistema non può più essere letto secondo una linea evolutiva unidirezionale, nella quale la prevenzione rappresenta la parte “avanzata” del diritto della crisi e la liquidazione concorsuale la sua porzione recessiva. La direttiva 2026/799 mostra, al contrario, che anche la concorsualità liquidatoria è divenuta terreno di innovazione, di razionalizzazione e di crescente integrazione europea. Il Codice della crisi, perciò, è chiamato a misurarsi non con una semplice manutenzione normativa, ma con una nuova esigenza di equilibrio tra i due poli che ne compongono l’ossatura: la regolazione preventiva e l’insolvenza concorsuale. Diversi i profili coinvolti oggetto delle singole sessioni di lavoro che conducono, in ultima analisi, alla questione forse più complessa: quella dei confini, delle intersezioni e delle prospettive di sistema tra diritto della ristrutturazione preventiva e diritto dell’insolvenza liquidatoria. Da un lato, la direttiva 2026/799 conferma la distinzione tra i due campi: non disciplina, se non marginalmente, le procedure di ristrutturazione preventiva e concentra il proprio intervento sulle procedure concorsuali liquidatorie. Dall’altro lato, però, il contenuto delle sue norme mostra quanto questi due campi condividano ormai un lessico e un insieme di finalità sempre più simili. Il valore dell’impresa, il miglior soddisfacimento dei creditori, la continuità aziendale, i finanziamenti temporanei, il ruolo dei creditori, la tempestività dell’accesso: tutte queste categorie appartengono oggi tanto alla regolazione preventiva quanto all’insolvenza liquidatoria. Il punto non è più stabilire se i due sottosistemi siano radicalmente separati, ma comprendere in che misura essi siano distinti e, al tempo stesso, comunicanti. La direttiva suggerisce che la distinzione non vada negata: diverse restano le finalità immediate, i presupposti di accesso, il ruolo del debitore, la struttura della procedura. Ma suggerisce altresì che questi confini non possano più essere letti come barriere invalicabili. Il CCII dovrà perciò essere reinterpretato come un sistema a geometria variabile, nel quale strumenti diversi partecipano a una medesima logica di amministrazione della difficoltà d’impresa, pur con gradi differenti di intensità, di intervento giudiziale e di compressione dell’autonomia privata. Questo, forse, è il messaggio più profondo della direttiva 2026/799: non l’abolizione della differenza tra prevenzione e concorsualità, ma la sua trasformazione da dualismo rigido a relazione dinamica. Da qui il senso delle “prime riflessioni” che danno titolo al convegno. Siamo nel pieno di un percorso di attuazione che non richiederà soltanto nuove norme, ma una nuova intelligenza sistematica del diritto della crisi: una intelligenza capace di tenere insieme prevenzione e liquidazione, autonomia e controllo, mercato e tutela dei creditori, continuità e concorsualità. Ed è precisamente in questa tensione, non in una loro astratta separazione, che si giocherà la fisionomia futura del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.
Prof.ssa Annamaria Dentamaro; Prof. Francesco Grieco; dott.ssa Caterina Lazzara; dott. Valentino Lenoci; Prof. Giovanni Fiori, dott. Enrico Legnini; dott. Rinaldo D'Alonzo; prof. Francesco Perrini, prof. Vincenzo Donativi; prof. Giovanni Capo; prof. Antonio Nuzzo.
| La Casa e il Mare , S.P. 53 Km 2 località Agnuli - Mattinata (Fg) |
| Venerdì | 12/06/2026 | 09:00-19:00 |
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